Vado un po' fuori tema oggi... O meglio, fuori dal tema della maleducazione turistica, anche se molte persone viaggiano su mezzi pubblici anche per andare in vacanza. Insomma, mi permetto una riflessione un po' leggera!
Dopo averlo sofferto per anni, ho sviluppato un'inspiegabile preferenza per il viaggio in pullman, che utilizzo nei miei spostamenti solitari che superano i 100 km da circa 15 anni... E in questo lasso di tempo ho imparato che la prospettiva di un rilassante tragitto nel quale non si deve prestare attenzione alla strada, ed ai suoi pericoli, si allontana non appena si sale il primo scalino del mezzo. Il "buon viaggio" può diventare un sequestro a tempo determinato in mano ad aguzzini che tu stesso hai pagato perché ti conducessero a destinazione. Ma il "come" sul biglietto non era specificato, pertanto si diventa spesso ostaggio di veri e propri conducenti da incubo che ho riassunto in questa breve lista.
- Il logorroico. Non disturbare il conducente, tanto è lui che verrà a disturbare te. E' una mitragliatrice di sillabe, capace di infilare con nonechalance proposte indecenti tra una lamentela sul traffico e una telefonata al collega.
- L'insaziabile... niente di hard!! Più largo del corridoio del bus, alle 9 di mattina ha già terminato il pranzo al sacco. Fa soste strategiche presso i suoi punti di ristoro preferiti, mentre ai viaggiatori toccano i panini in atmosfera modificata delle aree di sosta.
- Il virtuoso del clacson. Per lui la tromba bitonale è un intercalare manuale. Suona a qualsiasi essere vivente che riesce ad individuare, anche ai moscerini che gli si schiantano sul parabrezza, ed ha fretta come se fosse stato disciolto qualche potente lassativo incolore, inodore ed insapore nel suo ultimo caffè...
-Il piede di piombo. Invisibile all'autovelox, preme con la stessa intensità (massima) acceleratore e freno. La sua guida si può definire chirurgica, in quanto è in grado di separare lo stomaco dei passeggeri dal resto del corpo.
- Peggio dell'insieme dei precedenti, c'è il team "occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio". Per qualche assurda congiunzione astrale che li ha uniti nel turno, su di loro si è accumulato un concentrato di sfortuna che in sole cinque ore ha permesso di collezionare:
- un'ora e mezza in mezzo al nulla aspettando una coincidenza
- sbarra del telepass che non si alza al passaggio
- 20 minuti di passaggio a livello chiuso
- per 5 km/h di eccesso di velocità, 45 minuti di blocco da parte della stradale
a 300 m. dall'uscita della superstrada.
Se li conosci li eviti? Sarò masochista ma osservarli ed ascoltarli, sempre che il sonno non prenda il sopravvento, è meglio di qualsiasi altro intrattenimento mentre si percorrono i km... Sono una passeggera maleducata!
L'opinione dell'operatore turistico, unico attore inascoltato del web 2.0. Recensioni, recensori, strutture ricettive, brand reputation, marketing turistico e realtà vissuta sul campo, quella che difficilmente vi racconteranno.
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martedì 26 maggio 2015
Per coloro che viaggiano spesso coi mezzi pubblici, come me... Conducenti da incubo alla guida
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martedì 12 maggio 2015
L'abusivismo nelle professioni turistiche: l'accompagnatore turistico e i sedicenti "capigruppo" da pullman.
A seguito di una mia recente esperienza, offro per una volta uno spunto di riflessione meno ironico del solito, ma che sicuramente può essere interessante non soltanto per me che lo scrivo...
Bassa stagione, tempo di gruppi per tutti.
Festività primaverili, manifestazioni sportive, musicali, enogastronomiche, di qualunque altro genere richiamano nei luoghi di vacanza, quelli con tante strutture che fremono per iniziare a lavorare, flotte di turisti organizzati.
Organizzati da chi però?
Guardi la rooming list e leggi: capogruppo. Al quale spesso va la "gratuità" ogni tot pax, come concordato con l'albergo dall'eventuale agenzia di viaggi (perché neanche il ricorso all'agenzia di viaggi è poi così scontato). A volte anche all'insaputa del gruppo stesso. A volte non è neanche solo la gratuità (leggi: si fa in modo di far "avanzare" dei soldi...questo in caso di gruppi autogestiti del tutto).
Vacanza gratis, benefit come la scelta della stanza e a volte voce in capitolo sull'assegnazione di determinate stanze a determinate persone invece che ad altre.
Ma questo capogruppo chi è?
Per quanto la legge renda legale, per determinate categorie di persone, prendersi la briga di portare in giro un gruppo, pur non avendo sostenuto il tremendo esame di abilitazione alla professione (tremendo per esperienza diretta), molte volte il portabandiera del gruppo è un vero e proprio abusivo.
Contratta con l'agenzia di viaggi, se utilizzata, mi ripeto, ma sa di cosa hanno bisogno quelli che si porta appresso?
E' in grado di gestire focolai di malumore che non dipendono dai servizi erogati dalla struttura ricettiva? Oppure riversa sull'albergo tutte le responsabilità di una vacanza non andata secondo i piani?
Sa quali possono essere le richieste o le necessità dei viaggiatori, anche al momento della contrattazione dell'uso dell'autobus in relazione al programma del viaggio, oppure cerca solo di tirare il miglior prezzo dimenticandosi di tutte le esigenze collaterali al semplice soggiorno?
Riporto un esempio pratico.
100 persone (anziane) circa partono per Pasqua. Il pullman li porta in hotel e li va a riprendere a fine soggiorno. Per il resto non possono muoversi da lì, il centro è distante per una camminata e il tempo non è dei migliori.
Sono state concordate serate animate, ma non è stato previsto come riempire le giornate.
Il "capogruppo" non ha neanche considerato che degli anziani italiani a Pasqua volessero andare a Messa. Se lui non ci andava, perché preoccuparsi degli altri? Ovviamente, quando il malumore iniziava a farsi sentire, si è dato alla macchia.
Vale davvero la pena risparmiare neanche cinque euro al giorno e rischiare di trovarsi in situazioni ben più spiacevoli di questa? Essere viaggiatori singoli allo sbando in posti che non si conoscono, senza un vero rappresentante, senza un vero "tour leader", senza qualcuno che possa improvvisare e consigliare diversivi se le variabili non controllabili dovessero essere sfavorevoli (tipo il tempo)?
Io direi di no. Ma finché l'accompagnatore non viene imposto a questi gruppi autogestiti, qualcuno, senza prendersi alcun tipo di responsabilità, continuerà a farsi le vacanze gratis, scaricando tutte le magagne ad agenzie (eventuali) ed alle strutture ricettive ospitanti.
Con buona pace, si fa per dire, degli operatori front office (come me, anche se non mi occupo solo di quello) e del loro fegato...
Bassa stagione, tempo di gruppi per tutti.
Festività primaverili, manifestazioni sportive, musicali, enogastronomiche, di qualunque altro genere richiamano nei luoghi di vacanza, quelli con tante strutture che fremono per iniziare a lavorare, flotte di turisti organizzati.
Organizzati da chi però?
Guardi la rooming list e leggi: capogruppo. Al quale spesso va la "gratuità" ogni tot pax, come concordato con l'albergo dall'eventuale agenzia di viaggi (perché neanche il ricorso all'agenzia di viaggi è poi così scontato). A volte anche all'insaputa del gruppo stesso. A volte non è neanche solo la gratuità (leggi: si fa in modo di far "avanzare" dei soldi...questo in caso di gruppi autogestiti del tutto).
Vacanza gratis, benefit come la scelta della stanza e a volte voce in capitolo sull'assegnazione di determinate stanze a determinate persone invece che ad altre.
Ma questo capogruppo chi è?
Per quanto la legge renda legale, per determinate categorie di persone, prendersi la briga di portare in giro un gruppo, pur non avendo sostenuto il tremendo esame di abilitazione alla professione (tremendo per esperienza diretta), molte volte il portabandiera del gruppo è un vero e proprio abusivo.
Contratta con l'agenzia di viaggi, se utilizzata, mi ripeto, ma sa di cosa hanno bisogno quelli che si porta appresso?
E' in grado di gestire focolai di malumore che non dipendono dai servizi erogati dalla struttura ricettiva? Oppure riversa sull'albergo tutte le responsabilità di una vacanza non andata secondo i piani?
Sa quali possono essere le richieste o le necessità dei viaggiatori, anche al momento della contrattazione dell'uso dell'autobus in relazione al programma del viaggio, oppure cerca solo di tirare il miglior prezzo dimenticandosi di tutte le esigenze collaterali al semplice soggiorno?
Riporto un esempio pratico.
100 persone (anziane) circa partono per Pasqua. Il pullman li porta in hotel e li va a riprendere a fine soggiorno. Per il resto non possono muoversi da lì, il centro è distante per una camminata e il tempo non è dei migliori.
Sono state concordate serate animate, ma non è stato previsto come riempire le giornate.
Il "capogruppo" non ha neanche considerato che degli anziani italiani a Pasqua volessero andare a Messa. Se lui non ci andava, perché preoccuparsi degli altri? Ovviamente, quando il malumore iniziava a farsi sentire, si è dato alla macchia.
Vale davvero la pena risparmiare neanche cinque euro al giorno e rischiare di trovarsi in situazioni ben più spiacevoli di questa? Essere viaggiatori singoli allo sbando in posti che non si conoscono, senza un vero rappresentante, senza un vero "tour leader", senza qualcuno che possa improvvisare e consigliare diversivi se le variabili non controllabili dovessero essere sfavorevoli (tipo il tempo)?
Io direi di no. Ma finché l'accompagnatore non viene imposto a questi gruppi autogestiti, qualcuno, senza prendersi alcun tipo di responsabilità, continuerà a farsi le vacanze gratis, scaricando tutte le magagne ad agenzie (eventuali) ed alle strutture ricettive ospitanti.
Con buona pace, si fa per dire, degli operatori front office (come me, anche se non mi occupo solo di quello) e del loro fegato...
lunedì 9 febbraio 2015
Albergatore Day - tiriamo le somme, anche per chi è lontano dalla capitale
Inizio questo post non programmato, ringraziando Federalberghi Roma per avermi dato la possibilità di partecipare, ormai più di due settimane fa, al suo evento.
Ovviamente alcuni argomenti trattati negli incontri previsti toccavano da vicino il cuore della capitale. In primis (tra l'altro era proprio il primo), legalità e decoro.
Conosco bene Roma, ci ho vissuto cinque anni e ci torno spesso. Non capita di rado di doversi guardare da scippi o di imbattersi in mercatini improvvisati da abusivi, con o senza banchetti in cartone. Per non parlare di quanto sporco non naturale si trova per strada: cartacce, sigarette, bottiglie, lattine... o, peggio, delle firme lasciate da sedicenti artisti di strada su muri, treni e qualsiasi altro oggetto imbrattabile, che questo sia di pregio storico-artistico o solo di pubblica utilità.
Gli operatori turistici sono indignati da tutto questo; ma pensiamo ai turisti, specie a quelli che viaggiano per migliaia di chilometri, investendo parecchio su una vacanza nella nostra splendida Italia, e poi si ritrovano in uno scenario come quello che chi vive e/o lavora a Roma si trova davanti agli occhi tutti i giorni (e neanche questo è giusto).
Rende ottimamente l'idea il video proiettato due volte durante la giornata del 28 gennaio
https://www.facebook.com/video.php?v=917666558268234&set=vb.131335040234727&type=3&video_source=pages_video_set
Un altro neo riguarda i trasporti. Più che concentrarmi sulle nuove metro da inaugurare e su quelle vecchie da migliorare (ricordiamoci che appena si scava a Roma si trova un nuovo strato di storia, non è facile incappare in percorsi sotterranei "liberi"), io rifletterei sulla vera inefficienza dei trasporti su gomma (ed anche su rotaia in superficie...). Non è possibile dover attendere 45 minuti un autobus, vederlo passare e non poterci neanche salire perché è pieno come una scatola di sardine ed anche le porte si bloccano ad ogni fermata, ad ogni discesa con risalita di passeggeri. Poi si aspetta ancora e ne passano due o tre della stessa linea, tutti insieme. Controllori? Ne avrò incontrati due o tre, tutti sui tram. E a proposito del mezzo che frequentavo di più durante i miei anni romani, alle otto di mattina nei pressi di Porta Maggiore è più probabile prendere un taxi gratis che salire su un tram "vivibile". Con gli anni, ho imparato a preferire 25 minuti di camminata a passo svelto piuttosto che 15 di viaggio sottovuoto. Ma io ho studiato vie, percorsi ed ancora ricordo perfettamente le linee che utilizzavo (o volevo utilizzare) per muovermi tra la zona in cui abitavo, San Giovanni, il centro e il Vaticano. Ed anche altre. Un turista, magari straniero, che con facilità arriva a Roma dagli aeroporti, una volta arrivato o prende la metro, o va a piedi, o perde un sacco di tempo e di pazienza. In altre parti dell'Italia "minore", dall'aeroporto alla stazione più vicina alla destinazione sarebbe stata una tragedia, da lì alla meta un pellegrinaggio, da un sito d'interesse all'altro un'impresa...
Salterei dunque ad una parte del dibattito "Turismo, energia del paese" che mi ha colpito particolarmente. Durante l'intervento del Commissario straordinario dell'Enit sono emersi degli argomenti che ho provveduto ad appuntare schematicamente sul mio blocco cartaceo, che altrettanto schematicamente riassumo qui:
Ero già molto contenta della mattina, ma sapevo che il pomeriggio sarebbe stato davvero coinvolgente.
Utilissimo per gli albergatori è stato il sunto di tutti gli strumenti a disposizione per poter ottimizzare le assunzioni con varie tipologie di contratto. Certo, da lavoratrice dipendente (per ora), sono convinta che un lavoratore che tratta l'hotel come se fosse il suo sia una perla rara da trattare con il massimo riguardo. Ma quello che si fa con le perle rare non è il caso di farlo con tutti (il mio blog si sta arricchendo di cattivi esempi di colleghi...). Se ci sono possibilità che consentono di assumere a livelli diversi di fiducia, è giusto poterle utilizzare. La fiducia va guadagnata e va data al momento opportuno. Non mi dilungo su questa parte difficile da sintetizzare (e un po' articolata) e passo all'ultimo seminario in programma.
Mi ha piacevolemente sorpreso sentir trattare il tema del mercato online nel modo conciso e leggero con cui è stato fatto. Tenterò di essere all'altezza nel riassumerlo con il seguente elenco:
Mi permetto di chiudere questo lungo post con dei numeri impressionanti dell'Osservatorio Nazionale del Turismo, che sono passati più volte sotto il mio sguardo all'Albergatore Day.
Il contributo totale del turismo all’economia italiana nel 2013 è stato pari a 159,6 miliardi di euro, pari al 10,3% del PIL.
L’impatto economico del turismo si riflette in maniera rilevante sul mondo del lavoro, con oltre 2,6 milioni di posti direttamente e indirettamente generati nel 2013, pari all’11,6% dell’occupazione totale del Paese.
Degrado, servizi insufficienti, eventi insufficienti, non interessanti e/o mal organizzati, tasse su tasse tartassano un settore che potrebbe aumentare drasticamente la sua influenza sull'economia italiana e di conseguenza sull'occupazione in Italia.
Sono la prima a sostenere che ci vogliano tasse più eque ma controlli inflessibili, regole semplici ma da far rispettare rigidamente, però passano gli anni e qui non cambia nulla, se non in peggio.
Ovviamente alcuni argomenti trattati negli incontri previsti toccavano da vicino il cuore della capitale. In primis (tra l'altro era proprio il primo), legalità e decoro.
Conosco bene Roma, ci ho vissuto cinque anni e ci torno spesso. Non capita di rado di doversi guardare da scippi o di imbattersi in mercatini improvvisati da abusivi, con o senza banchetti in cartone. Per non parlare di quanto sporco non naturale si trova per strada: cartacce, sigarette, bottiglie, lattine... o, peggio, delle firme lasciate da sedicenti artisti di strada su muri, treni e qualsiasi altro oggetto imbrattabile, che questo sia di pregio storico-artistico o solo di pubblica utilità.
Gli operatori turistici sono indignati da tutto questo; ma pensiamo ai turisti, specie a quelli che viaggiano per migliaia di chilometri, investendo parecchio su una vacanza nella nostra splendida Italia, e poi si ritrovano in uno scenario come quello che chi vive e/o lavora a Roma si trova davanti agli occhi tutti i giorni (e neanche questo è giusto).
Rende ottimamente l'idea il video proiettato due volte durante la giornata del 28 gennaio
https://www.facebook.com/video.php?v=917666558268234&set=vb.131335040234727&type=3&video_source=pages_video_set
Un altro neo riguarda i trasporti. Più che concentrarmi sulle nuove metro da inaugurare e su quelle vecchie da migliorare (ricordiamoci che appena si scava a Roma si trova un nuovo strato di storia, non è facile incappare in percorsi sotterranei "liberi"), io rifletterei sulla vera inefficienza dei trasporti su gomma (ed anche su rotaia in superficie...). Non è possibile dover attendere 45 minuti un autobus, vederlo passare e non poterci neanche salire perché è pieno come una scatola di sardine ed anche le porte si bloccano ad ogni fermata, ad ogni discesa con risalita di passeggeri. Poi si aspetta ancora e ne passano due o tre della stessa linea, tutti insieme. Controllori? Ne avrò incontrati due o tre, tutti sui tram. E a proposito del mezzo che frequentavo di più durante i miei anni romani, alle otto di mattina nei pressi di Porta Maggiore è più probabile prendere un taxi gratis che salire su un tram "vivibile". Con gli anni, ho imparato a preferire 25 minuti di camminata a passo svelto piuttosto che 15 di viaggio sottovuoto. Ma io ho studiato vie, percorsi ed ancora ricordo perfettamente le linee che utilizzavo (o volevo utilizzare) per muovermi tra la zona in cui abitavo, San Giovanni, il centro e il Vaticano. Ed anche altre. Un turista, magari straniero, che con facilità arriva a Roma dagli aeroporti, una volta arrivato o prende la metro, o va a piedi, o perde un sacco di tempo e di pazienza. In altre parti dell'Italia "minore", dall'aeroporto alla stazione più vicina alla destinazione sarebbe stata una tragedia, da lì alla meta un pellegrinaggio, da un sito d'interesse all'altro un'impresa...
Salterei dunque ad una parte del dibattito "Turismo, energia del paese" che mi ha colpito particolarmente. Durante l'intervento del Commissario straordinario dell'Enit sono emersi degli argomenti che ho provveduto ad appuntare schematicamente sul mio blocco cartaceo, che altrettanto schematicamente riassumo qui:
- L'Italia ha un basso tasso di ritorno del turista. Ci viene una volta e poi ci ripensa bene prima di tornarci. Inutile dire che per fare il giro solo del quadrilatero più famoso (Roma-Firenze-Milano-Venezia) non è possibile soggiornare meno di due settimane o tre, quindi o si fanno il "viaggio unico" (poco probabile) o restano scioccati dalla destinazione per vari motivi (degrado, costi -ricordiamoci anche delle varie "maggiorazioni ad hoc" per il turista operate da alcuni disonesti- scomodità varie, delusione delle aspettative).
- L'Italia rischia di scivolare sotto la Germania e l'Inghilterra come numero di visitatori. Considerando le nostre risorse artistiche/culturali/storiche e quelle di cui la Natura ci ha fatto dono, beh, è veramente triste.
- La promozione dell'immagine va fatta, certo, ma allo stesso tempo vanno migliorati i servizi al turista. E' quello che penso da quando mi interesso di turismo e promozione: non si può fare il marketing dell'aria fritta. Si promettono mari e monti, poi sono tutte cattedrali nel deserto irraggiungibili perché prive di collegamenti (questo è più il caso della mia zona di provincia) oppure le immagini scintillanti pubblicizzate si rivelano realtà fatiscenti.
- La tassa di soggiorno, che dovrebbe essere reimpiegata a servizio del turismo, continua a far perdere quote. Certo, è stato un autogol clamoroso rimetterla, nella maggioranza dei casi serve soltanto ai comuni come introito dall'ignota destinazione. Serve a prescindere, va fatta pagare.
- Sul sito Italia.it ancora non ci sono pagine in russo e in cinese. Onestamente ho visto molti più russi che cinesi in giro come turisti, ma il russo in vacanza al mare, in montagna e a fare shopping ci va. La capitale italiana dell'accoglienza turistica ha insegne spesso tradotte in russo, i suoi ristoranti hanno il menu tradotto anche in russo. Anche io dovrei sbrigarmi a farfugliare qualche espressione in russo, perché il russo (almeno per quello che ho visto nel mio microcosmo) la vacanza come l'italiano se la fa, è prezioso per noi.
- E' auspicabile che vengano ideati progetti comuni tra Enit e regioni... Ce la faremo?
Ero già molto contenta della mattina, ma sapevo che il pomeriggio sarebbe stato davvero coinvolgente.
Utilissimo per gli albergatori è stato il sunto di tutti gli strumenti a disposizione per poter ottimizzare le assunzioni con varie tipologie di contratto. Certo, da lavoratrice dipendente (per ora), sono convinta che un lavoratore che tratta l'hotel come se fosse il suo sia una perla rara da trattare con il massimo riguardo. Ma quello che si fa con le perle rare non è il caso di farlo con tutti (il mio blog si sta arricchendo di cattivi esempi di colleghi...). Se ci sono possibilità che consentono di assumere a livelli diversi di fiducia, è giusto poterle utilizzare. La fiducia va guadagnata e va data al momento opportuno. Non mi dilungo su questa parte difficile da sintetizzare (e un po' articolata) e passo all'ultimo seminario in programma.
Mi ha piacevolemente sorpreso sentir trattare il tema del mercato online nel modo conciso e leggero con cui è stato fatto. Tenterò di essere all'altezza nel riassumerlo con il seguente elenco:
- Distribuzione online: 20 giorni fa, ormai, Roma aveva 5.073 strutture solo su Booking.com. Si utilizzano troppi canali di distribuzione online e si sono fatti troppi anni di marketing disordinato. Il bravissimo Fabrizio Zezza ha più o meno parlato, come me un po' di tempo fa qui, di guerra dei prezzi al ribasso.
- Parity rate: cioè vittoria dell'offerta piatta e del prodotto piatto. Con le ultime disposizioni Booking non può imporre la parity rate, ma di fatto può "farla desiderare" o meglio, può complicare il ritrovamento della propria struttura in mezzo a tante. Ma più che agire su quel canale (o meglio, sulla tariffa ad esso riservata, sul numero di camere si può agire benissimo), che rende in pubblicità,adesso finalmente si potrà farlo sui portalini a 0 prenotazioni per lustro, i cui operatori passano il tempo a monitorare le tariffe martellandoti per avere la tariffa più vantaggiosa.
- Effetto billboard: ossia l'effetto di rimbalzo dall'Olta al proprio sito ufficiale, con contatto diretto seguente. Difficile da provocare: la presenza di tante strutture nello stesso portale di prenotazione online porta all'abbassamento della tariffa media (la guerra dei prezzi al ribasso insomma) e pertanto sarà complicato farsi trovare, notare e raggiungere all'esterno, finalizzando una vendita diretta che ormai è minacciata dalla dipendenza delle strutture dalle Olta.
- Canali opachi: esistono altri portali minori, collegati alle Olta con le quali si ha un contratto, che vendono la struttura ad una tariffa più vantaggiosa di quella ufficiale. Attenzione a cosa si acconsente nel contratto...Ottimo il suggerimento di utilizzare il metamotore Hotels Combined per controllare in che modo viene venduta la propria struttura.
- Web e brand hijacking. Una sorta di pirateria virtuale utilizzata per scavalcare un'azienda, creando il clone del suo sito (simbionte).
- Qualità. Italia e made in Italy devono esserne l'emblema, accoglienza inclusa.
- Ospitalità. Lo Staff è la struttura umana dell'hotel. Bisogna sceglierlo essendone consapevoli.
- Efficienza: controllo, formazione, selezione del personale. Ah, parola adorata!!! E la formazione... Ogni anno spero che al personale, specie quello nuovo - o quello non cresciuto professionalmente - , vengano imposti dei giorni di formazione pre-stagionali. Metterebbero in chiaro come si lavora ed eviterebbero problemi vari. Basterebbero i capi servizio (seri) a tenerli. Anche perché sono loro poi a doverci lavorare.
- Contrattare.
- Rendere esclusivo il canale diretto, con trattamenti esclusivi riservati al cliente che prenota direttamente, da scoprire magari in una parte del sito dedicata.
- Cloud della qualità: strutture di qualità danno prestigio alla destinazione, rendendola di qualità.
Mi permetto di chiudere questo lungo post con dei numeri impressionanti dell'Osservatorio Nazionale del Turismo, che sono passati più volte sotto il mio sguardo all'Albergatore Day.
Il contributo totale del turismo all’economia italiana nel 2013 è stato pari a 159,6 miliardi di euro, pari al 10,3% del PIL.
L’impatto economico del turismo si riflette in maniera rilevante sul mondo del lavoro, con oltre 2,6 milioni di posti direttamente e indirettamente generati nel 2013, pari all’11,6% dell’occupazione totale del Paese.
Degrado, servizi insufficienti, eventi insufficienti, non interessanti e/o mal organizzati, tasse su tasse tartassano un settore che potrebbe aumentare drasticamente la sua influenza sull'economia italiana e di conseguenza sull'occupazione in Italia.
Sono la prima a sostenere che ci vogliano tasse più eque ma controlli inflessibili, regole semplici ma da far rispettare rigidamente, però passano gli anni e qui non cambia nulla, se non in peggio.
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